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Resoconto serata Wine Fitness sul Negroamaro

di Russo Pasquale

Si è svolto giovedì 16 novembre, presso la Gastrovineria Allerì, graziosa vineria di Napoli, un nuovo appuntamento Wine Fitness, la palestra dei sensi degli "Enodegustatori Campani". La serata è stata dedicata al vitigno Negroamaro ed ai vini da esso ottenuti.

Il NegroAmaro è un vitigno a bacca nera originario della Puglia, che vede nel Salento la sua terra d’elezione e la zona di maggiore coltivazione pur avendo buone estensioni anche nel resto della regione. La sua origine è molto antica e, molto probabilmente, risale alla stessa della maggior parte delle altre uve rosse del sud Italia, ovvero alla colonizzazione greca che ebbe luogo a partire dal XVIII secolo avanti Cristo in tutta la penisola, in particolare nel Meridione. Il suo nome deriva dal termine dialettale "niuru maru", per il caratteristico colore nero dell'acino e il sapore tipicamente amarognolo del vino che se ne ricava. Come dicevamo, è molto diffuso in tutta la Puglia, in particolare nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto. Per molti anni è stata considerata un'uva da taglio e da esportazione e il suo utilizzo come vitigno principale di blend locali si è avuta solo recentemente, anche grazie alla produzione di vini rosati. Si adatta bene all'uvaggio con quantità minori di uve locali, quali Malvasia nera di Brindisi e di Lecce, Sangiovese e Montepulciano, per produrre rossi eleganti e di grande corpo o eleganti vini rosati. Molto noto è il Salice Salentino DOC che per disciplinare è ottenuto attraverso un blend di uve Negroamaro 85% e Malvasia Nera 15%, la quale affievolisce le caratteristiche note amarognole tipiche del Negroamaro. Da diversi anni a questa parte, tuttavia, i produttori vitivinicoli salentini hanno cominciato ad utilizzare le uve di questo vitigno per produrre vini in purezza, ottenendo così il Negroamaro che tutti conosciamo ed apprezziamo.

Il Negroamaro è un vitigno caratterizzato da grappoli di media grandezza, con acini dall’intenso colore nero-violaceo e ricoperti da abbondante pruina. La loro polpa è dolce e succosa e, in genere, la maturazione è tardiva, infatti la vendemmia avviene fra la seconda e la terza decade di settembre.

Il vino che se ne ricava viene in genere commercializzato dopo un breve periodo di invecchiamento, compreso fra 6 e 12 mesi.

Dal punto di vista organolettico il vino Negroamaro, nella sua versione rossa, ha un intenso colore rosso rubino granato scuro, con riflessi quasi neri. Il suo profumo è intenso e fruttato, e richiama frutti piccoli a bacca nera, talvolta con leggeri sentori di tabacco. Il gusto è leggermente amarognolo ma pieno, asciutto e rotondo. Vinificato in rosato, invece, dà vita a vini dal colore buccia di cipolla, con, al naso, sentori fruttati e floreali molto delicati, e dal gusto pieno, fresco e leggero.

Questi, in ordine di servizio, i vini proposti in degustazione nel corso  della serata:

  • Salento Rosato IGP “Metiusco” 2016 - Palamà
  • Salento Rosato IGT “Five Roses Anniversario” 2016 - Leone de Castris
  • Salento Rosato IGT “Diciotto Fanali” 2014 - Apollonio
  • Salento Negroamaro IGT “Miraglio” 2014 - Tenute Rubino
  • Salento Negroamaro IGT 2013 - Conti Zecca
  • Salento Negroamaro IGT “Masseria Maìme” 2013 - Tormaresca

La Casa Vinicola Palamà ha sede a Cutrofiano dal 1936. I vigneti di proprietà, situati su terreni di medio impasto tendenzialmente calcareo, si trovano principalmente a Cutrofiano e a Matino, in provincia di Lecce, e si estendono su una superficie complessiva di sei ettari, ai quali vanno aggiunti altri sei ettari attualmente in affitto. I vini sono ottenuti da vitigni autoctoni pugliesi coltivati a spalliera o ad alberello: Negroamaro, Primitivo, Malvasia Nera, Malvasia Bianca e Verdeca, vinificati in purezza o in blend.

Il Salento Rosato IGP “Metiusco” è il vino che ha consacrato questa azienda. Prodotto dal salasso del negramaro in purezza, dopo la fermentazione, il vino sosta, per l’affinamento, in contenitori di acciaio per sei mesi e in bottiglia per ulteriori tre mesi. Si tratta di un vino dal colore rosato molto carico e luminoso che oscilla tra il cerasuolo ed il chiaretto. Si apre al naso con un’ampia sventagliata di sentori che vanno dal fruttato, fragola e ciliegia, all’agrumato e al floreale, con qualche nota di erbe mediterranee. In bocca è convincente ed il sorso risulta morbido, in grande equilibrio, con finale gustosamente fruttato e appena amarognolo.

Fondata nel 1665 dal conte di Lemos, la Leone de Castris inizia a imbottigliare i suoi vini nel 1925 e nel 1943 crea il Five Roses, il primo rosato imbottigliato d’Italia. Oggi la Leone de Castris si sviluppa su una superficie di 250 ettari con una produzione annuale di circa 2,5 milioni di bottiglie.

Nato nel 1993, nel 50° anniversario dal primo imbottigliamento del 1943, la versione Anniversario del Five Roses viene realizzata con l'80% di negroamaro e il 20% di malvasia nera e proviene dalle vigne più vecchie della contrada Cinque Rose. Le uve vinificano in rosato e fermentano a temperatura controllata di 18-20 °C, per poi effettuare una leggera maturazione di un mese in acciaio. Nel calice mostra un bel colore rosa tenue tenue, cristallino con sfumature di cipolla ramata. Il naso, molto fine, è dominato da sentori fruttati di ciliegia e ribes, alternati a sentori floreali. In bocca risulta fresco, equilibrato di buona lunghezza e sapidità. Si conferma prodotto ben fatto e di piacevole beva.

L’azienda agricola Apollonio nasce nel lontano 1870, grazie all’impegno e alla volontà di Noè Apollonio. Si sviluppa, oggi, su un’estensione di circa 70 ettari, dove vengono coltivati sia vitigni autoctoni, negroamaro, primitivo e malvasia nera di Lecce su tutti, che internazionali, come sauvignon blanc e chardonnay;

Questo IGT “Diciotto Fanali”, tanti erano i fanali sulla prima via illuminata a Monteroni di Lecce, è ottenuto da uve negroamaro al 100%. Le uve vinificano e affinano per un anno in barriques, per poi maturare per 6 mesi in vetro prima di essere commercializzate. Il colore nel bicchiere richiama il salmone con sfumature ramate. Al naso risulta complesso, piccoli frutti di bosco sotto spirito si alternano a sentori erbacei su un sottofondo speziato  di vaniglia. Al palato risulta di corpo, fresco e persistente. Struttura e bevibilità coesistono alla perfezione in questo vino.

L’Azienda Tenute Rubino nasce a Brindisi verso la metà degli anni ottanta. La superficie vitata, facente capo a quattro distinti accorpamenti, copre circa 275 ettari in totale. I vitigni coltivati sono negroamaro, malvasia nera, malvasia bianca, primitivo e susumaniello, poi anche chardonnay, vermentino e aleatico.

Il Salento Negroamaro IGT “Miraglio” delle Tenute Rubino è un Negroamaro in purezza, vinificato in acciaio e lasciato maturare per circa cinque mesi in grandi botti di legno. Alla fine è risultato il più gastronomico dei vini della serata. Colore rosso rubino cupo. Al naso è ampio, con sentori che vanno dalla ciliegia sotto spirito, alla confettura di more, al ribes ma anche note di tabacco e pepe nero seguite da quelle di erbe aromatiche. In bocca si fa apprezzare per la sua elegante morbidezza.

L’azienda Conti Zecca racchiude cinque secoli di storia, durante i quali si è affermata come una delle più importanti aziende vinicole del Salento. La cantina produce e commercializza vini ottenuti dalle uve provenienti dai 320 ettari vitati che si estendono nel sud della Puglia.

Il Salento Negroamaro IGT macera per dodici giorni e riposa un anno in botti grandi di rovere. Colore rosso rubino con riflessi granata. Al naso sentori di piccoli frutti rossi e di sfumature speziate. Al sorso è morbido, con una buona struttura e tannini maturi. Il vino non ha impressionato risultando poco armonico, conseguenza forse di una bottiglia poco fortunata.

L’azienda Tormaresca, di proprietà della famiglia Antinori,  è costituita da due tenute situate in due aree tra le più vocate alla tradizione vitivinicola della regione: Tenuta Bocca di Lupo nella DOC Castel del Monte, immersa nella selvaggia murgia barese e Masseria Maime nella zona del Salento. Masseria Maime sorge in una delle zone più belle dell’alto Salento. L’azienda si estende, lungo la costa adriatica, per una superficie di circa 500 ettari, di cui 350 piantati a vite e 85 ad uliveto.

Il Salento Masseria Maime è prodotto con uve Negroamaro in purezza, raccolte alla fine di settembre leggermente surmature. Dopo la pigiatura, le uve fermentano in serbatoi di acciaio inox e vengono lasciate macerare per 15 - 18 giorni con frequenti rimontaggi e delèstages. In seguito, il vino è posto in barriques di rovere francesce e ungherese per la fermentazione malolattica, per un anno. Infine, viene affinato in bottiglia  per altri 12 mesi. Il vino ha un bel colore rosso rubino intenso. Il naso pronuncia sentori di frutta rossa, amarena su tutte, accompagnati da note speziate, di vaniglia prima e di liquirizia poi. In bocca è morbido con tannino vellutato, e colpisce per la grande struttura e la lunga persistenza.

Nella nostra gallery alcuni scatti della serata.

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